giovedì 4 luglio 2013

Uzumaki - Inedita spirale


-Attenzione: i contenuti di questo articolo potrebbero-
-turbare i più sensibili-
Buuuuongiorno gente! E bentornati sul Jojo’s Comics Club! L’ultimo articolo postato era in ambito non fumettistico, infatti parlavo di World War Z, film uscito recentemente nelle sale, oggi invece torno a parlare di fumetti e in questo caso di manga. È la mia più recente lettura nipponica e si tratta di un manga ancora inedito in Italia, parlo di Uzumaki di Junji Itou



Questo è un seinen, di genere horror soprannaturale, pubblicato nel 1997 dalla Shogakukan! Il manga racconta di una città, Kurozu-cho che viene progressivamente sottomessa alla maledizione della spirale. In questa città tutto il male sembra aver a che fare con il simbolo della spirale, la gente si trasforma in esseri strani oppure lumaconi e altri diventano semplicemente pazzi, ossessionati da questo simbolo a tal punto da mangiare solo cibi con tale forma oppure al contrario altri spaventati da questo che cercano di toglierlo completamente dalla loro vita e dal loro corpo, come ad esempio chi si taglia i polpastrelli 
delle mani perché li ci sono delle spirali. 

Noi assistiamo alla vicenda attraverso la vita di Kirie, una ragazza che assiste da vicino a parecchie scene raccapriccianti, il suo ragazzo, Shuichi, invece sembra essere consono della maledizione in cui la città è sprofondata. Shuichi frequenta la scuola fuori città, ed entrando e uscendo dal paese appunto per motivi scolastici si accorge della differenza dell’ambiente e delle stranezze del posto in cui vive. Suo padre muore diventando ossessionato dalle spirali, prima di entrare in vasca da bagno creava con una bastone nell’acqua un vortice per dare la forma di spirale, collezionava oggetti con questa forma ed arriva a morire diventando lui stesso una spirale. Gli eventi in città si susseguono velocemente e inizialmente sembrano quasi non avere un nesso logico fra loro apparte appunto il già citato simbolo, solitamente in un manga del genere a tutti accade una determinata cosa mentre qui inizialmente accadono un sacco di cose diverse e ogni persona sembra avere una sua personale reazione al fenomeno. Questo è un manga che non dimenticherò, fuori dalle righe, forse addirittura eccessivo in alcune scene e probabilmente sono alcune di queste scene davvero troppo spinte a far si che il manga in Italia resti per il momento inedito. In particolare c’è una scena con dei neonati che nonostante i loro pochi giorni di vita riesco già a parlare e vogliono “ritornare da dove sono venuti”
Cosi un dottore pazzo apre la pancia di una neo mamma (cugina di Kirie) e ci rimette dentro il bambino…  ecco, se questo manga viene pubblicato qui in Italia, già mi vedo i telegiornali che parlano di questa scena e capisco che nessun editore voglia mettersi per un manga di 3 volumi, a prendere palate di letame dalla critica. I disegni li ritengo abbastanza belli, rendono a pieno l'atmosfera che l'autore vuole trasmettere, questo tratto giova tantissimo alle scene più horror. È un manga con un finale strano, fatto solo di supposizioni e non di vere certezze, potrebbe essere anche semplicemente interpretata come una storia fine soltanto all’horror e con fondamenta poco solide, da l’impressione di partire verso un punto e poi invece di trasformasi perdendo un pochino di senso, il primo volume infatti e molto lento e ragionato mentre con gli altri due ci si perde in molte scene che sembrano quasi non centrare niente con la storia, messe li soltanto per fare qualcosa di estremo e che lasci il segno. Questa storia lascia sicuramente il segno per alcune scene che però per utilità alla trama potevano (e forse dovevano) benissimo non esserci. Comunque una lettura piacevole, non per deboli di stomaco. 

Jojo.


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